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Emigranti. Un film di Marco Ottavio Graziano sull'emigrazione calabrese in Argentina


Si terrà domani, mercoledì 15 aprile, alle 20.30 presso la Casa del Cinema di Roma, la proiezione in anteprima nazionale del film documentario "Emigranti" di Marco Ottavio Graziano, autore della sceneggiatura insieme a Mario Melfi. Prodotto da Davide Rizzi per E. Motion Film con il sostegno della Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Comune di Amendolara e Banca di Albidona, il film sarà presentato dal critico cinematografico Steve Della Casa. 
"Emigranti" tratta il grande tema dell’emigrazione dalla Calabria all’Argentina, una grande storia fatta da tante storie di uomini che sono partiti, hanno lasciato i propri affetti, la propria casa per raggiungere terre lontane oltre il mare ed un altro mare ancora. 
"Ecco cosa racconta Emigranti", spiega il regista Marco Ottavio Graziano, 46 anni, milanese. "È sostanzialmente un film a soggetto, quindi con scene di finzione interpretate da attori, inserite in un contesto di testimonianze e di documentazioni reali, come fotografie e filmati d’epoca". 
"Abbiamo voluto far raccontare direttamente da chi ne fu protagonista, una pagina importante della nostra storia", sottolinea Mario Melfi, coautore del film e sindaco di Amendolara. "Abbiamo raccolto testimonianze di chi lasciò la Calabria, destinazione le Americhe, la maggior parte in Argentina. Fu una grande emorragia che decimò intere comunità. Potremmo dire che non ci sia calabrese che non abbia un parente emigrato altrove".
Il film prende slancio narrativo dalla storia di Vincenzo Ciminelli, oggi ottantaquattro anni, che all’età di quattordici anni lasciò Amendolara per raggiungere il padre a Buenos Aires. Gli occhi di Vincenzo ripercorrono sul filo della memoria il viaggio suo e di migliaia di altri conterranei dalla Calabria verso l'Argentina. Un viaggio che per lui, allora quattordicenne, rappresentò anche la fine dell'infanzia e l'ingresso nell'età adulta.
Tra fiction e documentario, il film raccoglie le testimonianze di emigranti e di chi, invece, restò al paese attraverso interviste, immagini, fotografie e lettere che svelano tutta la drammaticità di un fenomeno che interessò l'Italia del sud dalla fine dell'800 fino ai recenti anni Ottanta.
Un viaggio di sola andata, dicevano gli emigranti che partivano dai paesi del sud per cercare lavoro nelle grandi città del nord o addirittura all'estero, perché la partenza rappresentava il doloroso distacco dalla famiglia e dalla propria terra verso l'indefinito senza poter sapere quando poi avrebbero fatto ritorno a casa.
Le tracce degli emigranti che lasciarono Amendolara sono, in realtà, segni di un cammino condiviso da migliaia di altri calabresi e, con loro, migliaia di italiani. Ed oggi quelle stesse vicende umane si ripetono ancora per le popolazioni nord africane, per quelle dell'est Europa e dell'estremo oriente.
Questo film vuole essere un omaggio a chi, nel passato come nel presente e nel futuro, ha dovuto scegliere di partire ed abbandonare la propria terra, spezzando quel filo teso e sottile che è la nostra quotidiana esistenza.
Lo scriveva Winnicott: "l'emigrazione è l'interruzione della continuità della propria esistenza".
"Produttivamente è stato un film molto impegnativo", racconta il giovane produttore Davide Rizzi, di soli 28 anni. "La troupe ha lavorato sempre in trasferta, prima in Calabria e poi a Buenos Aires. Un cast tecnico che, quindi, ha unito le nostre capacità tecniche con quelle argentine, dove ormai si girano molti commercial e film e quindi c’è un notevole know how".
Le riprese sono iniziate nell’agosto scorso ad Amendolara, incantevole comune calabrese della fascia ionica, per poi proseguire nel mese di novembre a Buenos Aires e concludersi a febbraio a Genova.
Il film della durata di un’ora, è stato realizzato in alta definizione e ha impegnato la troupe per 30 giorni circa di riprese per un totale di 800 minuti di girato.
Il cast artistico è composto da attori non professionisti, scelti tra gli abitanti di Amendolara, Trebisacce e Buenos Aires.
Tra questi, spicca il giovanissimo Mario Puglia, studente quattordicenne di Amendolara, che interpreta il ruolo di Vincenzo Ciminelli da ragazzo. "Un’esperienza unica ed indimenticabile che mi ha divertito molto, ma è stato anche impegnativo e faticoso", confida Mario. 
Il docufilm sarà presentato in prima nazionale a Roma, il 15 aprile, , grazie peraltro alla collaborazione della Filef - Federazione Italiana Lavoratori Emigranti e Famiglie di Roma, e successivamente inizierà la sua partecipazione a festival nazionali ed internazionali, oltre ad una serie di presentazioni pubbliche in Italia, Argentina e Brasile. Si stanno inoltre definendo in queste settimane accordi con le principali reti televisive in Italia, Svizzera ed Argentina.

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