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12 settembre 2014

L'Aiellese Maria Voce rieletta presidente dei Focolarini

ROMA – Maria Voce, presidente uscente dei Focolari, è stata rieletta stamattina, 12 settembre, nel corso dell'Assemblea generale del Movimento che si sta tenendo a Roma dal primo settembre e che proseguirà sino al 28 del mese.
L'elezione è avvenuta al termine di tre giorni di ritiro spirituale. Maria Voce, dunque, è stata scelta per la seconda volta da circa 500 partecipanti da tutto il mondo. come guida per i prossimi 6 anni. Era stata eletta la prima volta nel luglio 2008, dopo la morte di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento, deceduta nel marzo dello stesso anno.
Nata ad Aiello Calabro (Cs), nel luglio 1937, Mariella - come un po’ affettuosamente tutti la chiamano in paese - è nei Focolarini dal 1959. Da allora, la sua vita viene capovolta, e il fine diventa Dio. Dal ’64 al ’72 vive con i focolari in Sicilia; dal ’72 al ’78 lavora nella segreteria della Lubich e dal 1978, per dieci anni, vivrà a Istanbul. Prima della chiamata di Dio, si era laureata in legge ed è stata la prima donna a svolgere la professione di avvocato presso il Tribunale di Cosenza.
«Accetto» è stata la prima parola di Emmaus, nome con cui la chiamava Chiara Lubich sin dal loro primo incontro nel '64, pronunciata alla riconferma del secondo mandato consecutivo.
Carica confermata, per come disposto dagli statuti dei Focolari anche dalla Santa Sede. «All’inizio di questo secondo mandato - scrive il card. Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per il Laici in un messaggio -, auguriamo alla Dott.ssa Maria Voce particolare assistenza dello Spirito Santo e affidiamo il suo servizio all’intercessione materna di Maria Santissima, di cui oggi (12 settembre, nda) ricorre la festa del suo Santo Nome».
«Maria – ha detto la stessa presidente Voce - doveva mettere il suo sigillo su questo momento. Sono sicura che continuerà a farlo».
«Tutta l’Opera nel mondo – ha aggiunto - sta crescendo nella preghiera e nell’amore e questo è già un grande frutto del lavoro che stiamo facendo insieme, grazie a tutti».
L'assemblea, che proseguirà i suoi lavori per eleggere il Copresidente, ed i componenti del Consiglio generale, è partecipata in maniera ecumenica, non solo dai focolarini provenienti da tutto il mondo, ma da famiglie, giovani, religiosi e sacerdoti, vescovi, da cristiani di varie chiese, di fedeli di altre religioni, e anche non religiosi, tutti però accomunati dalla “universalità del Carisma dell’unità”.
Nei giorni scorsi, il meeting è stato l'occasione per tracciare un bilancio della presidenza. Diversi gli aspetti evidenziati, come riportato su Focolare.org; Dalla diffusione del pensiero di Chiara Lubich in vari campi, fino alla richiesta alla Chiesa cattolica di aprirne il processo di beatificazione; la distribuzione degli appartenenti ai Focolari per aree geografiche; i dolori vissuti, eco dei mali che affliggono l’intera società; i dialoghi con le chiese, le religioni, la cultura; i giovani; le prospettive per il sessennio che segue e che sono al vaglio dell’Assemblea.
Si è discusso inoltre anche di altri aspetti come mondializzazione, tecnologia e ambiente, relazioni umane, della questione di Dio. Secondo il programma, nei prossimi giorni si affronteranno altre questioni di grande interesse: famiglia e nuove generazioni, dialogo interreligioso, rapporti con la Chiesa cattolica e con le altre Chiese.
Vedi anche post precedente QUI.

15 agosto 2014

Aiello. Presentato il volume di Francesco Gallo sull'emigrazione aiellese in Canada e States


GALLERIA FOTOGRAFICA

Qui di seguito, una poesia del prof. F. Pedatella dedicata a Nando Aloisio, declamata nel corso dell'incontro.

Nando Aloisio
Quegli che a noi le vie primiero aperse
di società di liberi ed eguali,
dando parola al fabbro e al contadino,

che pria toccava solo al titolato
solo talor del popolo sollecito,
l’onde del mar varcò vèr l’Argentina

e volle lí portar testimonianza
di belle lotte qui condotte e vinte
con spirto di fratello e di compagno.

Lí fu soggetto a vil persecuzione,
perché a chi il potere iniquo imporre
volèa deciso il passo contrastava

a  protezion dei deboli ed oppressi,
con il coraggio pronto di chi in croce
con consapevolezza si fa mettere.

Subí la dittatura e la violenza
che lo costrinser a cambiare il luogo
dove dormir la notte ed evitare

d’esser trovato morto la mattina,
come diceva la minaccia all’I.N.C.A.,
da nota ignota mano devastato,

che impaurir tentava chi assistenza
dava ogni giorno ai lavoratori.
Nando era sopra anche alla paura!

Ei seppe con altrui perfin le scarpe
dividere, quand’altro era scalzo,
e in casa un dí a piè nudo se ne venne,

dicendo: ”Ma’, Guidoccio alla montagna
dovéa tornar con acqua, neve e vento!
Per una settimana io sto in casa,

finch’egli mi riporta quelle scarpe”.
Di lui mi narra questa storia ed altre
ogni angolo, ogni sasso del paese.

Era così Nanduzzo: mano tesa,
sorriso pronto, cuore al ben disposto,
parola ad aiutar chi avéa bisogno,

volto intelletto all’equo, al giusto, al retto.
A chi la via del socialismo volle
percorrer fu maestro che si pone

al lato del discepol, non dinanzi,
per non sembrar colui ch’ ha il passo innanzi.
Ma anche a chi con animo sincero

volle altre vie seguir, e non con colpa,
fu guida amabil e di stima segno.
Aiello il suo ritratto porta in petto.