L'Alecal, l’atlante linguistico etnografico della Calabria. Dieci anni fa, lo studio sul dialetto di Aiello Calabro

Riproponiamo, qui di seguito, uno studio del 2004, curato dall'Unical Laboratorio di Fonetica, in collaborazione con il Comune di Aiello Calabro, e l'Istituto Comprensivo di Aiello Calabro.

Da Il Quotidiano del luglio 2004
Arcavacata di Rende (Cs) – Una parte significativa della raccolta linguistica dell’ALECAL (l’atlante linguistico etnografico della Calabria), relativo ad uno degli osservatori regionali inizialmente previsti è stata pubblicata – in tiratura limitata – su supporto multimediale. Si tratta di un progetto promosso e realizzato, con il patrocinio del comune di Aiello Calabro, dal Laboratorio di Fonetica e dal Dipartimento di Linguistica dell’Unical, i cui responsabili scientifici sono i professori Trumper, Maddalon, Romito, Pantera, Tucci, Mendicino.
L’Alecal, quando è nato in seno al laboratorio di Fonetica, qualche anno fa, si proponeva una finalità molto ambiziosa che era la definizione sempre più approfondita delle partizioni dialettali calabresi, per tutti i livelli dell'analisi linguistica (fonetica, morfo-sintattica e lessico-semantica); e pure l'approfondimento degli aspetti storico-linguistici ed etno-antropo-linguistici della Calabria. Un progetto di alto valore scientifico che però – ci sentiamo di dire - per la solita miopia, a diversi livelli, di chi deve promuovere e tutelare il patrimonio culturale regionale, non ha potuto sino ad ora decollare, come in altre regioni italiane, in modo compiuto.
In ogni modo, tra mille difficoltà, il lavoro scientifico realizzato - che potrebbe presto essere pubblicato a maggiore tiratura dal Centro Editoriale dell’Unical - consta di una parte introduttiva generale sulla storia linguistica e dialettale italiana e della Calabria che ripercorre a grandi linee i momenti principali che hanno condotto ad una prima tappa unificatrice, rappresentata dal latino, e, dopo la sua crisi, alla nascita degli odierni dialetti romanzi, dell’italiano e delle sue varietà regionali. Il dialetto calabrese, come è noto, è stato classificato da diversi studiosi. Le sue diverse classificazioni tipologiche vanno da quelle delineate da Rohlfs (che differenzia la regione in due aree lessicali: a base greca, quella meridionale e a base latina, quella settentrionale), a quelle di Falcone (tre aree linguistiche secondo le isoglosse del vocalismo tonico) e poi a quelle degli stessi Trumper e Maddalon che dividono la Calabria dialettale in 4 aree (Lausberg, settentrionale, centrale e meridionale).
Questo secondo sussidio didattico dell’Atlante dialettale ed etnografico della Calabria relativo ad Aiello Calabro (dopo l’uscita dello studio su Montalto Uffugo e prima di quelli in itinere di Rende, Trebisacce e Guardia Piemontese), si sofferma, nello specifico, sugli aspetti fonetici, lessicali - prendendo in esame in particolare i campi semantici delle graminacee e della gelsibachicoltura - e toponomastici.
Aiello si colloca, geograficamente, in una zona che presenta, a Nord di questo comune, dialetti con vocalismo atono finale a quattro elementi e, a Sud, sistemi dialettali a soli tre elementi vocalici finali e perciò, trovandosi su di una isoglossa di transizione dialettale, rappresenta un punto di osservazione molto interessante.
Ma la notizia forse più affascinante ed inedita contenuta in questa ricerca, è la tesi proposta dal professore Trumper sull’origine del toponimo Aiello.
Il termine “Castro Agelli” appare nel 1324. Prima ancora – come ci informa lo studioso - lo si trova (come Agel/Ayel) in vari diplomi papali del 1151, del 1122, del 1101, del 1098 e del 1065 nel resoconto sulla conquista normanna del Malaterra. Pure nella geografia di Guidone, dello stesso periodo, si parla della strada “Taurina – Amantea - Angellum”. Ancora prima (800-900), l'Anonimo Ravennate nella sua Cosmografia parla della stessa strada come “Tauriana Amantia Agello”. Ciò conferma la realtà del nome latino. Dall'altro lato, dalla citazione del Malaterra, si evidenzia una forma ambigua Ragel/ Rogel ~ Ravel ~ Agel ~ Ayel del toponimo, che fa pensare a qualche arabismo che in qualche modo copre e sostituisce Agellum nel periodo delle occupazioni dell'840 e 980, quando le sorti di Aiello sono legate a quelle del circondario della vicina Amantea. 
“Infatti, l'arabo Rihal – dice Trumper - sarebbe un riferimento ai “casali” di Amantea, essendo plurale dell'arabo rahl 'casale' ('villaggio' = ebraico rahal 'mercatino'), trascritto nel calabro-greco rhákhal, equivalente semantico del greco khōríon negli stessi documenti, molto presente come toponimo in Sicilia, più marginalmente in Calabria, ma dobbiamo sempre ricordare che il circondario di Amantea era zona di occupazione araba ed emirato. L'Aiello che troviamo nei vari documenti sembra dunque un bellissimo incrocio tra un toponimo arabo, Rihal 'casali' ed un toponimo latino Agellum 'campicello, -i'”. Una tesi questa che si intreccia con l’identificazione di Aiello con l’antico “Tilesio”. (bp)

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